Lascito testamentario: cos’è, come funziona e perché è uno strumento di filantropia strategica

Un lascito testamentario è la disposizione con cui una persona destina, attraverso il proprio testamento, parte del suo patrimonio (es. beni mobili, immobili, denaro o altri asset) a una persona fisica, un’organizzazione nonprofit o una causa sociale.
Non è un modo per avvicinare il fine vita, ma un atto di libertà che permette di dare forma concreta ai propri valori più profondi. Anche per questo è ad oggi uno degli strumenti più potenti e significativi della filantropia.
In particolare in Italia il tema dei lasciti testamentari è ancora poco esplorato rispetto ad altri Paesi europei, ma la consapevolezza sta crescendo. Sempre più persone scelgono di includere una donazione nel proprio testamento come parte di una pianificazione patrimoniale consapevole e ispirata ai propri principi.
Spesso si sente parlare anche di “testamento solidale”: non è una categoria giuridica distinta, ma il termine con cui nel mondo del nonprofit si indica qualsiasi testamento che includa una donazione a una causa sociale. In questo articolo useremo i due termini in modo complementare.

Lascito testamentario: significato e definizione
Il lascito testamentario è una disposizione contenuta in un testamento con cui il testatore assegna uno o più beni e/o una quota del proprio patrimonio a un soggetto determinato che può essere una persona fisica, un ente, una fondazione o un’organizzazione nonprofit. Quando si lascia invece a titolo particolare un bene specifico si parla di “legato”.
A differenza dell’eredità, che comporta la successione dell’intero patrimonio del defunto (compresi i debiti), il legato è un trasferimento specifico e circoscritto. Chi riceve questo tipo di lascito particolare è detto legatario, non risponde dei debiti del testatore, e subentra solo nel bene o nel diritto espressamente indicato.
In entrambi i casi però, le disposizioni devono rispettare le quote di legittima. Questa quota di patrimonio è riservata per legge al coniuge, ai figli (o in loro mancanza ai nipoti) e in alcuni casi ai genitori del testatore. I soggetti che vi hanno diritto sono detti "eredi legittimari" e non possono esserne esclusi. La parte restante del patrimonio invece prende il nome di "quota disponibile".

Le tipologie di lascito testamentario
Non esiste un’unica forma di lascito: la legge italiana prevede diverse modalità, ciascuna con le proprie caratteristiche.

• Lascito universale: il testatore istituisce la fondazione o l’ente come erede universale, destinando l’intero patrimonio alla causa prescelta. È la forma più ampia e impegnativa, e presuppone che non vi siano eredi legittimari o che le loro quote siano già garantite.
• Lascito particolare (o legato): il testatore destina un bene specifico (es. un immobile, un conto corrente, un portafoglio di investimenti, opere d’arte, liquidità, ecc.) a un ente beneficiario, senza intaccare il resto del patrimonio. È la forma più diffusa nei lasciti filantropici perché permette di calibrare la donazione con precisione.
• Testamento solidale: come anticipato in precedenza, questo termine non è una categoria giuridica autonoma, ma un’espressione entrata nell’uso comune per indicare qualsiasi testamento che includa una donazione a un ente nonprofit. Può assumere la forma sia di lascito universale sia particolare/legato, e si affianca sempre alla tutela degli eredi legittimi.

Come fare un lascito testamentario: il processo passo per passo
Fare un lascito testamentario non richiede procedure complesse, ma è importante seguire le forme previste dalla legge per garantirne la validità.
Vale la pena ricordare inoltre che il testamento non è un atto definitivo: può essere modificato in qualsiasi momento, così da poter adeguare le proprie disposizioni al mutare della situazione familiare o patrimoniale.

1. Scegliere la forma del testamento: la forma più comune e accessibile è il testamento olografo, scritto interamente a mano dal testatore, datato e firmato. Non richiede notaio e ha pieno valore legale. C’è poi il testamento pubblico, redatto davanti a un notaio alla presenza di due testimoni: consigliato quando il patrimonio è articolato o si vogliono evitare possibili contestazioni. In questo caso è lo stesso notaio infatti a verificare che le disposizioni siano chiare e valide, riducendo il rischio che vengano contestate o dichiarate nulle. Esiste infine una terza forma, il testamento segreto: un testamento olografo consegnato dal testatore in busta chiusa al notaio, che lo custodisce fino all'apertura della successione senza poterne leggere il contenuto.
2. Identificare con precisione il beneficiario: nel testo è fondamentale indicare il beneficiario con la ragione sociale completa, il codice fiscale e se possibile anche l’indirizzo della sede legale. Una descrizione imprecisa del beneficiario o delle finalità della donazione può infatti rendere la disposizione contestabile, o perfino nulla. Nel caso di Fondo Filantropico Italiano è possibile richiedere il supporto del team di esperti per una corretta redazione della clausola testamentaria.
3. Definire l’oggetto del lascito: può essere una somma di denaro, un portafoglio finanziario o altri asset. È possibile anche indicare una percentuale del patrimonio netto residuo (all’interno della “quota disponibile”), lasciando maggiore flessibilità in caso di variazioni future.
4. Consultare un esperto: anche nel caso di testamento olografo è sempre consigliabile confrontarsi con un notaio, un consulente legale specializzato, o con il team di Fondo Filantropico Italiano.

Come fare un lascito con Fondo Filantropico Italiano
Fondo Filantropico Italiano, principale realtà di philanthropy advisory in Italia, ha la mission di aumentare e semplificare la filantropia nel Paese, affiancando donatori privati, famiglie, aziende e altre fondazioni. Ricevere un lascito testamentario rientra naturalmente in questo percorso.
Il testatore può indicare con precisione le aree tematiche o i progetti che intende sostenere e Fondo Filantropico Italiano si impegna e garantisce il rispetto e la continuità della visione del donatore, anche “dopo di lui”.

Perché scegliere un lascito fatto con testamento solidale
Le ragioni per cui una persona sceglie di includere una donazione nel proprio testamento sono profondamente personali. Ma alcune motivazioni ricorrono spesso nei racconti di chi ha intrapreso questo percorso.

• Coerenza con i propri valori: un lascito testamentario permette di dare continuità a ciò in cui si crede, anche dopo la propria vita.
• Valore duraturo: a differenza di una donazione una tantum, un lascito può generare un impatto più significativo e strutturale, finanziando progetti di lungo periodo.
• Riservatezza e autonomia: il testamento è un atto privato; non richiede dunque di rendere pubblica la propria scelta filantropica, né di coinvolgere terzi nella decisione (almeno fino al momento dell’apertura della successione). Non è inoltre richiesta alcuna accettazione preventiva da parte degli eredi, né è necessario condividere con loro le disposizioni contenute nel testamento.

Eredità e testamento: come orientarsi
Molte persone si avvicinano al tema del lascito filantropico all’interno di una riflessione più ampia sulla propria eredità e sul testamento. È un momento delicato, che tocca non solo le questioni patrimoniali ma anche quelle affettive e valoriali.
Tuttavia, senza testamento, il patrimonio rischia di frammentarsi tra parenti anche lontani, e la successione si complica: individuare gli eredi legittimi può richiedere diverso tempo, e la gestione condivisa di beni tra più individui rende spesso più lente e complesse anche le decisioni più semplici (es. vendita di un immobile).
Fondo Filantropico Italiano è il partner ideale per chi desidera che la propria eredità rifletta i propri valori offrendo competenze specifiche nell’ambito della consulenza filantropica.

Filantropia in vita e oltre: pianificare valore nel tempo
Il lascito testamentario è uno strumento potente, ma rappresenta solo una delle possibili dimensioni di una filantropia consapevole. Sempre più donatori scelgono di non aspettare il proprio testamento per iniziare a fare la differenza: vogliono vedere l’impatto delle proprie scelte anche in vita.
Per chi desidera unire la dimensione del “durante” con quella del “dopo” esistono strumenti specifici che permettono di pianificare le proprie donazioni in modo strutturato, flessibile e con vantaggi fiscali immediati. Uno di questi è il Donor-Advised Fund (DAF): un fondo filantropico personalizzato che consente di donare oggi e generare valore che persiste nel tempo.

FAQ: le domande più frequenti sui lasciti testamentari

Un lascito testamentario è la disposizione con cui, attraverso il proprio testamento, si destina parte del patrimonio (es. denaro, beni mobili, ecc.) a una persona fisica, un ente o una fondazione. Quando il lascito è relativo a un bene specifico o a una determinata somma di denaro, si parla di legato: il legatario riceve solo ciò che è stato espressamente indicato e, a differenza dell’erede, non subentra in eventuali debiti del testatore.

L’erede subentra nell’intero patrimonio del defunto, compresi i debiti. Il legatario (chi riceve un bene specifico o una determinata somma di denaro) acquisisce solo il bene o il diritto specificamente indicato nel testamento, senza rispondere dei debiti.

Il lascito testamentario è un termine giuridico che indica la disposizione con cui si destina, attraverso il proprio testamento, un bene specifico o una quota del patrimonio a un soggetto determinato (es. persona fisica, fondazione, o ente nonprofit).
Il lascito solidale non è una categoria giuridica a parte, ma un'espressione entrata nell'uso comune nel mondo del Terzo Settore per indicare qualsiasi testamento che includa una donazione a favore di una causa sociale o di un'organizzazione ETS.

Si inserisce nel proprio testamento una clausola che indica la fondazione come beneficiaria di un bene specifico o di una quota del patrimonio. È importante indicare la ragione sociale completa, il codice fiscale e la sede legale della fondazione. Il team di Fondo Filantropico Italiano può supportare il donatore nella redazione della clausola.

La legge italiana tutela gli eredi legittimari (es. coniugi e figli, oltre a nipoti e, in alcuni casi, genitori del testatore) attraverso la “quota legittima”, che non può essere intaccata. Il lascito filantropico può essere disposto solo sulla “quota disponibile” restante del patrimonio. Per pianificare correttamente è consigliabile rivolgersi a un notaio, a un consulente legale o al team di Fondo Filantropico Italiano.

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